mancano

al 12 ottobre 2016

Il regista portoghese si è formato alla Escola Superior de Teatro e Cinema di Lisbona, all' ENS - Louis Lumière di Parigi e alla London Film School presso la Fondazione Calouste Gulbenkian. Nel 2008 dirige con Federico Lobo il documentario “Bab Sebta” che vince il premio Marseille Esperance al FidMarseille, e il concorso internazionale a DocLisboa e a ForumDoc BH in Brasile. La rivista Film Comment lo menziona tra i 10 migliori film dell'anno. Nel 2009 fonda insieme a cinque altri registi la compagnia Terratreme, che diventa rapidamente un punto di riferimento per la produzione e la promozione del giovane cinema portoghese. Del 2013 è il suo mediometraggio “Um fim do mundo” (“The End of the World”), suo esordio alla finzione, presentato alla 63° Berlinale, a IndieLisboa e al Festival do Rio, che ottiene numerosi premi in Portogallo oltre a una nomination ai Portoguese Golden Globe Awards come Miglior Film. Nel 2014 gira, insieme a Luisa Homem, il documentario “As Cidades e As Trocas” (“Trading Cities”) che viene presentato a FidMarseille, DocLisboa e The Art of the Real. “A fàbrica de nada” (“The Nothing Factory”, 2017) è il suo primo lungometraggio di finzione, vincitore di oltre 15 premi e altrettante nomination in svariati festival in Europa e nel mondo, tra cui il premio FIPRESCI al Festival di Cannes del 2017.

AFABRICADENADA2

A fábrica de nada
(“The Nothing Factory”, Portogallo, 2017, 177’)

Un gruppo di lavoratori capisce che l'amministrazione sta togliendo i macchinari e le materie prime della fabbrica. Mentre si organizzano per esaminare le attrezzature rimaste ed evitare la delocalizzazione della produzione, gli operai sono costretti a stare nelle loro postazioni senza alcun lavoro da svolgere. Tra di loro cominciano ad innescarsi delle dinamiche pericolose.

As cidades e as trocas
(con Luisa Homem, “Trading Cities”, Portogallo, 2014, 139’)

Nel 2008 i danni compiuti dall'industria del turismo a Capo Verde culminano in una grave crisi geologica dovuta all'erosione delle spiagge. Attraverso l'osservazione e la ricostruzione degli spostamenti quotidiani di merci su enormi navi cargo, che da Lisbona giungono in pieno Atlantico, emergono le trasformazioni fisiche e sociali del paesaggio prodotte da tali scambi, le contraddizioni del turismo di massa e le sue conseguenze sulla comunità che lo accoglie.

Bab Sebta
(con Frederico Lobo, Marocco/Portogallo, 2008, 108’)

Un documentario sul confine tra il Marocco e Ceuta, il luogo in cui convergono tutti coloro che sono venuti dalle diverse parti dell'Africa, cercando di emigrare in Europa. Pedro Pinho e Frederico Lobo ci invitano ad attraversare la "La porta di Ceuta" (Bab Septa) per raggiungere il cuore pulsante dell'Africa da cui il viaggio dei migranti inizia. Un viaggio privo di retorica, che svela i retroscena di un tragitto fatto di aspirazione e disperazione, sfruttamento e violenza, coraggio e voglia di vivere.

 

 

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