MOSTRA FOTOGRAFICA SGUARDI PLURALI SULL'ITALIA PLURALE

In presenza di Ariman Scriba, vincitrice del concorso 2026, e Pietro Cingolani, ideatore e curatore del concorso

Terza edizione della mostra fotografica di giovani autori e autrici under 35, di seconda generazione o con background migratorio, che attraverso un concorso nazionale sono stati invitati a raccontare l’Italia contemporanea attraverso prospettive nuove, capaci di mettere in discussione narrazioni dominanti e stereotipi ancora diffusi. L’edizione 2026 della mostra, che si presenta al pubblico con una nuova identità visiva, è promossa dal CSC Carbonia della Società Umanitaria – La Fabbrica del Cinema, dal Memory Lab – Centro di ricerca del Dipartimento di Storia, Cultura e Civiltà dell’Università di Bologna e da FIERI, in collaborazione con ARCI nazionale e Associazione Zona, e ha visto la partecipazione di 23 autori e autrici.

Ariman Scriba è una fotografa italiana di origini marocchine, nata a Milano nel 1996. La sua ricerca fotografica si sviluppa tra documentario e ritratto, indagando temi come identità, appartenenza, diaspora e rappresentazione delle comunità razzializzate. Parallelamente all’attività artistica, è impegnata da anni nella divulgazione sui temi dell’antirazzismo, dell’intersezionalità e della salute mentale. Questo percorso è maturato anche in seguito alla perdita del fratello Ilyas, un’esperienza che l’ha portata a diventare mental health advocate e a partecipare a incontri pubblici e progetti culturali. Attraverso fotografia e divulgazione, mette in relazione la dimensione personale con questioni sociali e collettive, interrogando le forme della rappresentazione e il senso dell’appartenenza.
Pietro Cingolani è professore associato di Antropologia culturale presso il Dipartimento di Storia, Culture e Civiltà dell’Università di Bologna. I suoi ambiti di studio comprendono i processi migratori, il transnazionalismo, l’etnografia urbana, le relazioni interetniche e i rapporti tra mobilità e segregazione sociale. Promuove l’utilizzo dei mezzi audiovisivi nella ricerca e nella divulgazione scientifica e ha coordinato diversi progetti nazionali e internazionali. Da vent’anni cura la rassegna di documentari Crocevia di Sguardi e segue progetti fotografici dedicati a questi temi, tra cui il concorso nazionale Sguardi Plurali. Il suo lavoro intreccia ricerca antropologica, linguaggi visivi e occasioni di confronto pubblico sulle trasformazioni delle società contemporanee.