gli ospiti di questa edizione
Délio Jasse
BIO
Nel suo lavoro fotografico, Délio Jasse intreccia spesso immagini ritrovate con le tracce di vite passate (passaporti, telegrammi, giornali) per creare dei collegamenti tra la fotografia – in particolare il concetto di “immagine latente” – e la memoria. Jasse sperimenta con i processi di stampa fotografica analogica, tra cui cianotipia e platino, oltre a sviluppare le proprie tecniche di stampa.
Utilizza processi analogici per sovvertire la riproducibilità del mezzo fotografico, creando varianti impercettibili e intervenendo sulle immagini utilizzando pittura, foglia d’oro e collage.
Tra le sue mostre ricordiamo Arquivo Urbano, Tiwani Contemporary, Londra (2019); The Other Chapter, PHotoESPAÑA (2019); An imaginary city, MAXXI, Roma (2018); La Cité dans le Jour Bleu, Dak’art Biennale (2018); Recent Histories, Walther Collection, Neu-Ulm e New York (2017); That, Around Which the Universe Revolve, SAVVY Contemporary, Berlino (2017); Afrotopia, Bamako Encounters, Bamako (2017) e On Ways of Travelling, il Padiglione Angolano alle 56, Biennale di Venezia (2015).
Vasco Brondi
BIO
Vasco Brondi, ferrarese, nato nel 1984, è un cantautore e scrittore.
Ha pubblicato quattro album in studio, un EP e una raccolta con il progetto musicale/artistico LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA: Canzoni da spiaggia deturpata (2010, Premio Tenco per la Migliore Opera Prima), Per ora noi la chiameremo felicità (2010), C’eravamo abbastanza amati (2011), Costellazioni (2014), Terra (2017), Dieci anni tra la via Emilia e la via Lattea (2018).
Nel 2009 pubblica il suo primo libro, Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero (Baldini&Castoldi), seguito nel 2012 dalla graphic novel Come le strisce che lasciano gli aerei (Coconino-Fandango), illustrata da Andrea Bruno e, nel 2016, dal libro Anime galleggianti, dalla pianura al mare passando per i campi (La nave di Teseo), scritto con Massimo Zamboni. Ha scritto canzoni per il cinema e prestato brani già editi per colonne sonore. Nell’ottobre del 2018 con la pubblicazione della raccolta 2008/2018, tra la Via Emilia e la Via Lattea che contiene due brani inediti, chiude il progetto artistico LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA.
A novembre, in concomitanza con l’inizio del tour, esce per La Nave di Teseo il libro “2008-2018: dieci anni tra la via Emilia e la via Lattea” che contiene tra gli altri i contributi di Lorenzo Jovanotti, Francesco De Gregori, Daria Bignardi e tanti altri.
Nell’estate del 2020 torna ad esibirsi dal vivo in un tour estivo intitolato “TALISMANI PER TEMPI INCERTI”.
Nel maggio 2021 pubblica PAESAGGIO DOPO LA BATTAGLIA, il primo album firmato Vasco Brondi che debutta al terzo posto assoluto della classifica FIMI degli album più venduti.
Marco Villa
BIO
Autore e giornalista, scrive di musica per Rockit e per dieci anni ha fatto parte della produzione del MI AMI Festival. Lavora come autore per eventi live e digitali e per programmi tv (E poi c’è Cattelan). Dal 2018 collabora con MN COMM ed è curatore editoriale di Dopcast, produttore indipendente di podcast. Si occupa di serie tv per Tv, Sorrisi e Canzoni e Serialminds.com, sito che ha fondato nel 2010. Su questo tema, insieme a Diego Castelli realizza il podcast settimanale Salta Intro e ha pubblicato nel 2020 il libro Serial Moments – I 20 anni che hanno cambiato la tv (UTET).
Pietro Cingolani
BIO
Pietro Cingolani (Phd in Antropologia) è ricercatore in Antropologia culturale presso Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Ha svolto ricerche e insegnato all’Università di Torino, ha collaborato con LDF, Laboratorio dei diritti Fondamentali, e dal 2003 collabora con FIERI, Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione.
I suoi interessi di ricerca spaziano dall’antropologia delle migrazioni, all’etnografia urbana, al transnazionalismo, allo studio della mobilità delle popolazioni Rom. E’ stato ideatore ed è curatore di Crocevia di Sguardi e utilizza fotografia e documentario nella ricerca e nella didattica. Tra le sue pubblicazioni si ricordano Romeni d’Italia” (Il Mulino, 2009) ed “Etnografia delle migrazioni” (Carocci, 2014, con Capello e Vietti).
Manlio Castagna
BIO
Manlio Castagna nato a Salerno nel1974, ha collaborato per molti anni all’organizzazione del Giffoni Film Festival, di cui dal 2007 al 2018 è stato vicedirettore artistico. Sceneggiatore e regista, ha esordito nella narrativa con la trilogia bestseller Petrademone, già tradotta in diverse lingue, cui è seguito I venti del Male. Con Guido Sgardoli ha scritto Le belve (Piemme 2020) e con Marco Ponti Alice resta a casa (Mondadori 2021).
Alexander Nanau
BIO
Nato nel 1979, Alexander Nanau è un regista tedesco-rumeno nominato all’Oscar®. Il suo film documentario, The world according to the ion B. (2009) è stato presentato in anteprima a Nyon al Visions du Réel ed è stato premiato con un International Emmy Award nel 2010. Il suo lungometraggio documentario Toto and his sisters (2014) è stato presentato in anteprima all’IFF di San Sebastian ed è stato candidato all’European Academy Award 2015.
Alexander è stato direttore della fotografia per il documentario franco-tedesco Nothingwood (Sonia Kronlund) che è stato girato in Afghanistan e presentato in anteprima a Cannes come parte de La Quinzaine des Réalisateurs nel 2017. Il suo ultimo lungometraggio documentario Collective (2019) è stato presentato in anteprima all’IFF di Venezia nell’ambito della Selezione Ufficiale – Fuori Concorso. È stato anche proiettato al Toronto International Film Festival 2019 e nella sezione Spotlight del Sundance Film Festival 2020. Collective è stato nominato in tutto il mondo in tutte le più importanti top ten del 2020 ed è diventato il primo film rumeno ad essere mai stato nominato per un Oscar®.
Ha vinto tra molti altri premi l’European Film Award per il miglior documentario nel 2020 ed è stato anche nominato per un premio BAFTA nel 2021. È diventato il secondo documentario nella storia degli Oscar a ricevere due nomination quando è stato presentato come miglior film internazionale categoria come candidato all’Oscar della Romania e come miglior documentario. Il film ha anche vinto il premio LUX del Parlamento europeo nel 2021. Il premio è votato dai cittadini europei e dai membri del Parlamento europeo. Alexander è insegna e svolge tutoraggio presso diversi istituti, università del cinema e Filmlab.
Eleonora Gambula
BIO
Eleonora Gambula nata e cresciuta in Sardegna, è una disegnatrice e animatrice freelance. Ha lavorato in Italia e all’estero, realizzando spot pubblicitari in animazione per Diadora e Kartell e nel 2017 i titoli d’apertura di Romanzo Famigliare di Francesca Archibugi, andata in onda su Rai Uno. Ha contribuito alla realizzazione del documentario sul designer Alessandro Mendini e ha realizzato diversi videoclip, tra cui Made in Italy di Ligabue.
Nel 2020 insieme a Daniele Arca realizza in rotoscope analogico il cortometraggio in lingua sarda S’Arrùndini. Attualmente vive e lavora a Milano.
daniele arca
BIO
Daniele Arca, classe 1984. Durante le scuole superiori matura la passione per la musica e comincia a creare i primi progetti musicali, mentre la passione per il cinema nasce durante gli anni dell’università in Scienze Politiche, dove inizia a frequentare rassegne, corsi di sceneggiatura e di regia.
La passione per la musica si fonde con il più recente interesse per il mondo dell’immagine e realizza dei videoclip musicali. Consegue un master in Filmmaking presso l’ Università di Cagliari e comincia l’ attività di Videomaker freelance maturando esperienza in campo commerciale, nel reportage e nella fiction.
Sarah Mazzetti
BIO
Sarah Mazzetti è un’illustratrice e fumettista bolognese. Lavora in diversi ambiti legati alla comunicazione visiva, dalle illustrazioni editoriali per clienti come The New York Times, The New Yorker, Die Zeit, The Guardian, al fumetto, alla creazione degli elementi visivi per progetti progetti di site design, fino alle collaborazioni nel settore dell’animazione.
I gioielli di Elsa, Il suo primo fumetto per bambini è uscito nel 2017 per Canicola edizioni. Nel 2019 ha ricevuto il prestigioso premio Premio Internazionale d’Illustrazione Bologna Children’s Book Fair– Fundación SM.
Federica Di Giacomo
BIO
Nata a La Spezia, Federica Di Giacomo, si laurea in Antropologia a Firenze dove lavora per alcuni anni nel teatro-danza. Si forma a Dresda con il gruppo russo Derevo e fonda il collettivo teatrale Tutti. Frequenta il Master europeo di documentario di creazione a Barcellona, dove collabora come aiuto sceneggiatrice in Monos como Becky di Joaquim Jordá e in Enconstruccion di Louis José Guerin.
Nel 2000 gira il documentario Los colores de la trance, distribuito da BTV. Dal 2001 realizza documentari per Raisat Cinema ed altre televisioni. Scrive e dirige i cortometraggi Close Up prodotto dal teatro della Limonaia di Firenze e Suicidio perfetto prodotto dagli Studios della Tiburtina. È produttrice, autrice e regista de Il lato grottesco della vita (2006), premiato al Torino film festival (premio Cipputi, premio Avanti), all’Etno film fest (miglior documentario), selezionato da numerosi festival fra cui Premio Libero Bizzarri, San Paulo Film Festival, Uruguay film festival, trasmesso da RAI3 e Cult. È autrice insieme ad Antonella Gaeta e regista di Housing (2009) prodotto da B&B film e Rai Cinema, selezionato al Locarno film festival, Torino Film festival, CHP Rotterdam, HotDocs Toronto, Marfici Argentina, Thessaloniki film festival, DoxBox Siria, trasmesso da RAI1 e RAI5.
Lavora per la Sacher di Nanni Moretti alla regia di un film documentario collettivo. Ha insegnato regia documentaria allo Ied di Milano ed è coordinatrice didattica del Master “Estetica e pratiche del documentario di creazione” presso l’Università La Sapienza di Roma. Con Andrea Zvetkov Sanguigni vince il premio Solinas Documentario per il Cinema 2014, per la scrittura di Liberaci dal male. Nel 2016 il film Liberami viene presentato alla 73.a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia vincendo il Premio Orizzonti per il Miglior film.
Massimilano Mazzotta
BIO
Autodidatta, sin dall’età di 16 anni collabora con fotografi affermati nel campo della moda e della pubblicità. Con Oil, il suo primo lungometraggio, ha vinto il premio come miglior documentario italiano e la menzione speciale di Legambiente al CinemAmbiente 2009. Con Oil Massimiliano Mazzotta ha subìto due denunce da parte della famiglia Moratti, con le quali veniva diffidato dal proiettare il film. Diffide risoltesi, comunque, in un niente di fatto visto che il Garante della Privacy ha definito il film di “interesse nazionale”.
Stefano Cau
BIO
Autore di cinema indipendente. Classe 1991. Da diversi anni collabora con alcune case di produzione sarde, dirige i propri lavori e parallelamente scrive sceneggiature e progetti per altri registi. Nel 2019/2020 dirige Issa, cortometraggio con Anastasiya Bogach, prodotto dall’ISRE. Il film viene selezionato in concorso al Torino Film Festival 2020. Nel 2020 dirige Creaturas, cortometraggio sulla vita quotidiana di tre bambini in un piccolo paese della Marmilla. Il film è prodotto da Luches di Giovanni Columbu, Mommotty srl e Terra de Punt di Salvatore Cubeddu, nell’ambito della residenza artistica Indygena. Il film girato senza sceneggiatura indaga il rapporto dei bambini con il loro territorio. Nel settembre 2020 dirige il film Badabò (titolo provvisorio), prodotto da Terra de Punt. In questo ultimo lavoro, anche questo privo di sceneggiatura, prosegue la ricerca sperimentata nei precedenti. Il film è girato quasi totalmente nel paese di Orroli, dove l’attrice protagonista improvvisa con gli anziani della comunità, interpretando un’assistente sanitaria per anziani, e seguendo un canovaccio che viene di giorno in giorno aggiornato secondo le suggestioni che provengono dalla comunità. Ha insegnato sceneggiatura e tecniche elementari di filmmaking in scuole primarie e secondarie di I grado, e in centri SPRAR. Interessato principalmente al cinema di confine tra il documentario e quello di finzione. Negli ultimi lavori cerca di filmare il territorio attraverso le persone che lo abitano.
Alessandro Cassigoli
BIO
Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman lavorano insieme dal 2015. The Things We Keep (Francia, 2017), prodotto da Yuzu Productions con Arte e Al Jazeera, è stato il loro primo lavoro. Il documentario ha avuto la sua premiere al Biografilm Festival 2018 dove ha vinto il premio del pubblico nella competizione internazionale. Il loro primo film per il cinema, Butterfly (Italia, 2018), prodotto da Indyca e Rai Cinema, è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma 2018 nella sezione Alice nella città ed è uscito nei cinema nell’aprile del 2019 distribuito da Istituto Luce – Cinecittà. Il film ha partecipato a olti festival internazionali, aggiudicandosi ben dodici premi fra i quali il Globo d’oro come miglior film documentario italiano dell’anno. Californie, prodotto dalla Ang film con Rai Cinema è il loro primo film di finzione. Prima della loro collaborazione, Alessandro Cassigoli ha vissuto a Berlino dove ha diretto vari documentari per la televisione franco-tedesca Arte, mentre Casey Kauffman in Medio Oriente lavorando come giornalista per Al Jazeera.
Casey Kauffman
BIO
Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman lavorano insieme dal 2015. The Things We Keep (Francia, 2017), prodotto da Yuzu Productions con Arte e Al Jazeera, è stato il loro primo lavoro. Il documentario ha avuto la sua premiere al Biografilm Festival 2018 dove ha vinto il premio del pubblico nella competizione internazionale. Il loro primo film per il cinema, Butterfly (Italia, 2018), prodotto da Indyca e Rai Cinema, è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma 2018 nella sezione Alice nella città ed è uscito nei cinema nell’aprile del 2019 distribuito da Istituto Luce – Cinecittà. Il film ha partecipato a olti festival internazionali, aggiudicandosi ben dodici premi fra i quali il Globo d’oro come miglior film documentario italiano dell’anno. Californie, prodotto dalla Ang film con Rai Cinema è il loro primo film di finzione. Prima della loro collaborazione, Alessandro Cassigoli ha vissuto a Berlino dove ha diretto vari documentari per la televisione franco-tedesca Arte, mentre Casey Kauffman in Medio Oriente lavorando come giornalista per Al Jazeera.
max collini
BIO
Appassionato di musica indipendente prima ancora di diventare uno che la scena degli anni zero se l’è poi mangiata a pranzo e cena con i suoi Offlaga Disco Pax, Max Collini recita, legge, racconta testi, modi, tempi, metodi e linguaggio di ciò che amate chiamare indie e come sia cambiato nel corso di questo decennio. Come alcuni gruppi indie considerassero il loro punto di arrivo riempire il piccolo Covo club di Bologna per poi ritrovarsi a mandare “completamente sold out” il Forum di Assago e altri luoghi prima frequentati solo per vedere le partite di basket. Cosa abbia reso possibile il fatto che il principe dell’indipendenza (sua maestà Manuel Agnelli) sia finito a fare il giudice a X Factor e un figliuol prodigo di quella storia (Lodo Guenzi) invece pure. In mezzo Calcutta, Coez, Coma Cose, i Cani, Gazzelle, Lo Stato Sociale, Achille Lauro, Young Signorino e chi più ne ha più ne metta. Il nuovo pop, il vecchio cantautorato, la trap romagnola, le parole, i testi, le note, ma anche lo sconforto, l’invidia, l’ironia e, a tratti, l’ammirazione. Per chi ce l’ha fatta, per chi vorrebbe farcela e per chi non ce la farà mai. È solo un gioco, sia chiaro, ma va bene. Va bene così. Collini da anni sta pensando di scrivere un romanzo, ma ancora non se ne è saputo niente. Max Collini (all’anagrafe Massimiliano, classe 1967, ariete, celibe) è stato per circa undici anni la voce narrante e l’autore dei testi degli Offlaga Disco Pax, collettivo neosensibilista di Reggio Emilia in cui ha militato dalla sua fondazione avvenuta nel 2003 fino allo scioglimento, seguito alla dolorosa scomparsa di Enrico Fontanelli nel 2014. Con gli ODP ha pubblicato tre album tra cui il pluripremiato esordio “Socialismo Tascabile” (Santeria/Audioglobe), uscito nel 2005 e tra i dischi più influenti della scena indipendente italiana degli anni zero, e collezionato oltre quattrocento concerti. Dopo la fine dell’esperienza con gli Offlaga Disco Pax ha iniziato a collaborare continuativamente con Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò nel duo “Spartiti”, di cui è uscito un album nel 2016 (Austerità – Woodworm label) e un EP nel 2017 (Servizio d’ordine, sempre su Woodworm) e con il poeta e scrittore reggiano Arturo Bertoldi negli spettacoli di letture “Via Toschi 23”. Per tutto il 2018 è stato in tour con i monologhi “Dagli Appennini alle Ande”, dove ha macinato quasi cinquanta date tra teatri, club, circoli e altri luoghi di aggregazione di varia natura. Tra le sue collaborazioni come ospite sia dal vivo che su disco trovate anche Lo Stato Sociale, gruppo attualmente molto in voga tra le giovani generazioni (le prove di quanto affermato le trovate sull’internet). Ha partecipato in questi anni, sempre come ospite, a diversi concerti del tour per i trent’anni di Ortodossia dei Cccp con Massimo Zamboni e ai concerti dedicati ai 25 anni di Epica Etica Etnica Pathos dei post-CSI ed è stato uno dei protagonisti dello spettacolo teatrale/musicale I SOVIET + L’ELETTRICITÀ, dedicato ai cento anni della Rivoluzione d’Ottobre, spettacolo scritto da Massimo Zamboni dei Cccp/CSI. Fresco di un tour estivo lungo più di 40 date intitolato “Hai paura dell’indie?”, Collini recita, legge, smonta e ricompone un mondo fatto di testi, approcci, tempi, metodi e linguaggi di ciò che (quasi) tutti si divertono a chiamare (ancora) indie.“Hai paura dell’indie?” è un viaggio tra parole, ironia, invidia e, in alcuni casi, ammirazione. Perché è solo musica leggera. Anzi, leggerissima. Più o meno.
Oleksandra Horobets
BIO
Oleksandra Horobets è nata a Starokostianteniv in Ucraina nel 1997. Quando ha solo due anni, la madre parte per l’Italia lasciandola alle cure dei nonni materni. Da questo momento inizia un periodo di brevi e sporadici ricongiungimenti, fino a quando, nel 2008, Horobets si trasferisce a Santa Maria Capua Vetere, dove vive la madre. Nel 2017 si iscrive al corso di Fotografia, Cinema e Televisione all’Accademia di Belle Arti di Napoli, ampliando la sua formazione grazie all’Erasmus a València, dove frequenta i corsi dell’Universitat Politècnica. Oggi è iscritta presso l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino. Attraverso i suoi lavori esplora il tema del viaggio, della costruzione di un rapporto con la madre, della scoperta di sé stessa e delle proprie radici.
Suranga D. Katugampala
BIO
Suranga D. Katugampala è un filmmaker di origine sri lankese.
Dopo i primi anni passati nel suo paese d’origine, Suranga emigra in Italia assieme alla famiglia dove coltiva la sua passione per il cinema d’autore. Si laurea in informatica multimediale e conseguentemente lavora come docente per workshop di videonarrazione.
Dal 2009 ha realizzato seminari di produzione cinematografica in alcune scuole attraverso la collaborazioni con diverse cooperative sociali. Nel 2012 ha fondato e gestito in Sri Lanka una webTV chiamata freeshTV. È stata la prima webTV del Paese. Qualche anno dopo, ritornato in Italia, ha lavorato come web designer e in seguito come direttore artistico. Dopo vari cortometraggi sperimentali, nel 2013 realizza una webserie, Kunatu – Tempeste, un progetto a budget 0 in cui narra levicissitudini della sua comunità in Italia.
Essendo un appassionato viaggiatore, nel 2014 ha deciso di fare un lungo viaggio dall’Italia verso lo Sri Lanka via terra. Questa occasione è diventata un’opportunità di lavoro come fotografo. È stata anche una delle esperienze più importanti della sua vita. Ritornato in Italia, nel 2015, ha sviluppato il suo primo lungometraggio: Per un figlio, uscito al cinema a partire dal 30 Marzo 2017. Attualmente sta preparando il suo nuovo film.
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Mostra fotografica
Sguardi plurali sull'Italia plurale
La mostra “Sguardi Plurali sull’Italia Plurale” è il risultato di un concorso fotografico promosso da FIERI – Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione insieme al CSC Carbonia della Società Umanitaria, in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e con il Patrocinio di Rai per il Sociale, rivolto a autrici e autori con età inferiore ai 35 anni, nati all’estero e immigrati in Italia o nati in Italia da almeno un genitore di origine straniera.
Info
L’obiettivo di Sguardi Plurali è creare una raccolta di testimonianze e racconti del quotidiano che sappiano fare emergere la pluralità culturale e sociale contemporanea italiana, attraverso l’uso del linguaggio fotografico.
La mostra è composta da un percorso di 46 scatti fotografici. I tre vincitori di questa edizione presenteranno per intero i loro progetti, che constano di dieci fotografie per ciascuno, mentre i restanti 16 pannelli sono il frutto di una selezione operata dalla giuria che ha scelto uno scatto per ciascun partecipante non premiato.
A Carbonia, in occasione della terza edizione del “Carbonia Film Festival presenta How to Film the World”, la mostra viene inaugurata per la prima volta e comincia il suo viaggio che la vedrà nei mesi successivi circuitare in diverse città d’Italia. Le prossime tappe, già in programma, saranno Torino, Padova, Milano e Bologna.
L’Italia è oggi un Paese plurale, percorso da forme di mobilità geografica e sociale sempre più complesse e abitato da sensibilità culturali stratificate. Nonostante ciò le istituzioni politiche e culturali continuano a raccontare un’identità nazionale uniforme, riproducendo immaginari lontani dalla concretezza delle relazioni vissute. Questo scollamento è così forte da richiedere risposte nuove a chi svolge ricerca e a chi progetta cultura. FIERI, insieme a Società Umanitaria di Carbonia e a CAMERA, ha voluto raccogliere la sfida di raccontare un’altra Italia attraverso gli sguardi di giovani fotografi e fotografe di origine straniera o di seconda generazione.
Abbiamo scoperto che in Italia sono molti i giovani con un retroterra migratorio formatisi nell’ambito delle arti grafiche e fotografiche, che lavorano nel settore o che coltivano quotidianamente la passione per le immagini.
Al bando di concorso “Sguardi Plurali” hanno risposto 19 autori, provenienti da tutta Italia, presenti da pochi anni, ma anche nati qua. Alcuni sono richiedenti asilo e rifugiati, alcuni sono cittadini italiani, altri sono in attesa di diventarlo. Per alcuni la fotografia è un mezzo di denuncia sociale, per altri una ricerca intima sulla propria identità, per altri è forma di espressione artistica fuori da ogni canone pre-costituito.
La mostra che è nata dal bando e che è qui esposta è un caleidoscopio di storie, di immagini e di emozioni che ci aiuta a guardare oltre, a dare forma all’Italia di oggi e a quella di domani.
La giuria composta da Pietro Cingolani (antropologo, Università di Bologna e FIERI), Monica Poggi (curatrice di CAMERA, Torino), Annalisa Frisina (sociologa visuale, Università di Padova), Mariagiulia Grassilli (antropologa, Università di Bologna e direttrice del Festival Human Rights Nights), Délio Jasse (fotografo e videoartista), Suranga Deshapriya Katugampala (fotografo e videoartista) e Andrea Tinterri (Curatore e critico d’arte contemporanea per la Società Umanitaria) ha premiato i vincitori assegnando i tre premi da 2.000, 1.000 e 500 euro.
Incontro con Suranga D.Katugampala
Per un Figlio
Info film
(Italia, 2017, 75′) – Provincia di una città del nord Italia.
Sunita, una donna srilankese di mezz’età, divide le sue giornate tra il lavoro di badante e un figlio adolescente. Fra loro regna un silenzio pieno di tensioni. È una relazione segnata da molti conflitti. Essendo cresciuto in Italia, il figlio fa esperienza di un’ibridazione culturale difficile da capire per la madre, impegnata a lottare per vivere in un paese al quale non vuole appartenere.
INCONTRO CON Alexander Nanau
Collective
Info film
(Romania, Lussemburgo, 2019, 103′) – Dopo che un terribile incendio provoca la morte di 27 persone in un nightclub di Bucarest, il Colectiv, le autorità rassicurano il popolo sul fatto che i feriti riceveranno le cure necessarie presso strutture definite “migliori di quelle della Germania”. Settimane dopo, il conteggio crescente delle vittime spinge gli intrepidi reporter della Sports Gazette a investigare sull’accaduto. Proprio in quel momento una soffiata smaschera la Hexi Pharma, un’azienda locale il cui capo muore in circostanze misteriose. Il Ministro della Salute si dimette in silenzio nel bel mezzo dei tumulti. Ma questo è soltanto il primo capitolo di una denuncia scioccante e piena di colpi di scena. Seguendo da vicino gli sforzi del team Gazette nello svelare metodicamente innumerevoli frodi e attività criminali, COLLECTIVE di Alexander Nanau è una frenetica detective story in tempo reale su verità, responsabilità e valore di una stampa indipendente in un’epoca fortemente polarizzata.
incontro con Eleonora Gambula e Daniele Arca
S'arrùndini
Info film
(Italia, 2021, 9′) – A ridosso di un grosso polo industriale in Sardegna, tre ragazzini trovano una rondine stordita. L’affrontare una piccola avventura come quella di salvare un animale in pericolo, porta a galla una serie di inquietudini, di domande alle quali Anna, la ragazza più matura del gruppo, riuscirá a rispondere con l’aiuto della saggia Zia.
Introduce il film Sarah Mazzetti
La mia fantastica vita da cane
Info film
(Romania, Francia, Belgio, 2019, 92′) – Marona, una cagnetta dal naso a forma di cuore, per salvare la padroncina rimane vittima di un incidente. Ripercorre così con la mente e il cuore tutti i padroni che ha avuto e amato nella sua vita. Grazie alla sua innata empatia, è riuscita a portare calore e innocenza in tutte le case in cui ha vissuto.
Anca Damian nasce in Romania nel 1962 e si forma presso l’Accademia di Teatro e Arti Cinematografiche. Comincia la sua carriera come direttore della fotografia prima di scrivere, produrre e dirigere nel 2008 la sua opera prima, Întâlniri încrucisate, seguita da Crulic – drumul spre dincolo, presentato a Locarno nel 2011. Nel 2018 ha diretto il film con attori Moon Hotel Kabul e il cortometraggio animato The Call.
incontro con Federica Di Giacomo
Il Palazzo
Info film
(Italia, Repubblica Ceca, 2021, 97′) – Nel cuore di Roma, con vista San Pietro, si erge un Palazzo. Il proprietario, come un mecenate rinascimentale, negli anni offre asilo ad una eclettica comunità di amici che ne trasforma ogni angolo in un set cinematografico permanente. Mauro, il più carismatico del gruppo, dirige i condomini in un film visionario, isolandosi progressivamente dal mondo esterno fino a non uscire più dal Palazzo. Nel momento della sua morte prematura, il gruppo di amici si ritrova, chiamato a ricevere in eredità le migliaia di ore filmate del capolavoro incompiuto a cui tutti hanno preso parte. Un lascito che scuote lo spirito assopito del gruppo e mette ciascuno a confronto con i propri sogni giovanili, in un tragicomico romanzo di formazione fuori tempo massimo.
incontro con Stefano Cau
Issa
Info film
(Italia, 2019, 12′) – Un piccolo paese isolato nelle campagne sta morendo. Non nasce un bambino da anni. Un uomo che non si rassegna a questo destino, installa degli altoparlanti che riproducono il suono di cose estinte. Al fiume secco si sente dell’acqua, dalle campane immobili si sentono rintocchi, accanto agli animali imbalsamati si sentono i loro versi. Il paese è abitato da una dozzina di anziani e una sola ragazza incinta, che rappresenta la loro speranza. Lei però vuole andare via. In un assolato pomeriggio tenta di scappare. Riesce ad arrivare lontano, ma quando è sola, in mezzo alla campagna si deve fermare per i dolori del parto. Gli anziani allora riusciranno a raggiungerla e a portarla con la forza a partorire nella piazza del paese. Un sacrificio, un rito di fertilità.
incontro con Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman
Californie
Info film
(Italia, 2021, 81′) – Il film narra le vicende di Jamila, osservandone da vicino i radicali mutamenti del corpo così come quelli di desideri ed obbiettivi. Girato nell’arco temporale di cinque anni, Californie è la poetica ed avvincente rappresentazione di quante decisioni, apparentemente irrilevanti, determinino il futuro di un individuo, in bilico tra farcela e il soccombere di fronte alle difficoltà.
incontro con Massimiliano Mazzotta
Chemical Bros. - Teaser
Info film
di Massimiliano Mazzotta.
Un’indagine senza scrupoli che mostra le terribili conseguenze della produzione e dell’utilizzo del fluoro a livello industriale partendo dalla Fluorsid fino a raggiungere le terre dove questo settore ha creato dei veri e propri disastri ecologici che si sono abbattuti sulla vita delle persone.
Presentazione del libro 116 film da vedere prima dei 16 anni
di Manlio Castagna - Dialoga con l'autore Laura Stochino - Organizzato dal Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis nell’ambito del Festival Tuttestorie
Un manuale di film imperdibili da vedere prima di diventare grandi.116 film assolutamente da vedere prima di compiere 16 anni, perché fanno pensare, ridere, piangere, innamorarsi, perché mettono di fronte alle paure più grandi; consigliati da uno dei più amati esperti di cinema per ragazzi (e non solo!). Da Colpa delle stelle ad American History X, da Coraline a Chiamami col tuo nome, passando per Come te nessuno mai, Stand by me…Tante curiosità e perle su come funziona il mondo del cinema dietro le quinte.
FORMAZIONE
Laboratorio di collage A CURA DI SARAH MAZZETTI
Info
Sarah Mazzetti è un’illustratrice e fumettista bolognese. Lavora in diversi ambiti legati alla comunicazione visiva, dalle illustrazioni editoriali per clienti come The New York Times, The New Yorker, Die Zeit, The Guardian, al fumetto, alla creazione degli elementi visivi per progetti progetti di site design, fino alle collaborazioni nel settore dell’animazione.
I gioielli di Elsa, Il suo primo fumetto per bambini è uscito nel 2017 per Canicola edizioni. Nel 2019 ha ricevuto il prestigioso premio Premio Internazionale d’Illustrazione Bologna Children’s Book Fair– Fundación SM.
Masterclass con il regista Alexander Nanau
Info
Nato nel 1979, Alexander Nanau è un regista tedesco-rumeno nominato all’Oscar®. Il suo film documentario, The world according to the ion B. (2009) è stato presentato in anteprima a Nyon al Visions du Réel ed è stato premiato con un International Emmy Award nel 2010. Il suo lungometraggio documentario Toto and his sisters (2014) è stato presentato in anteprima all’IFF di San Sebastian ed è stato candidato all’European Academy Award 2015.
Alexander è stato direttore della fotografia per il documentario franco-tedesco Nothingwood (Sonia Kronlund) che è stato girato in Afghanistan e presentato in anteprima a Cannes come parte de La Quinzaine des Réalisateurs nel 2017. Il suo ultimo lungometraggio documentario Collective (2019) è stato presentato in anteprima all’IFF di Venezia nell’ambito della Selezione Ufficiale – Fuori Concorso. È stato anche proiettato al Toronto International Film Festival 2019 e nella sezione Spotlight del Sundance Film Festival 2020. Collective è stato nominato in tutto il mondo in tutte le più importanti top ten del 2020 ed è diventato il primo film rumeno ad essere mai stato nominato per un Oscar®.
Ha vinto tra molti altri premi l’European Film Award per il miglior documentario nel 2020 ed è stato anche nominato per un premio BAFTA nel 2021. È diventato il secondo documentario nella storia degli Oscar a ricevere due nomination quando è stato presentato come miglior film internazionale categoria come candidato all’Oscar della Romania e come miglior documentario. Il film ha anche vinto il premio LUX del Parlamento europeo nel 2021. Il premio è votato dai cittadini europei e dai membri del Parlamento europeo. Alexander è insegna e svolge tutoraggio presso diversi istituti, università del cinema e Filmlab.
Masterclass con la regista Federica Di Giacomo
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Nata a La Spezia, Federica Di Giacomo, si laurea in Antropologia a Firenze dove lavora per alcuni anni nel teatro-danza. Si forma a Dresda con il gruppo russo Derevo e fonda il collettivo teatrale Tutti. Frequenta il Master europeo di documentario di creazione a Barcellona, dove collabora come aiuto sceneggiatrice in Monos como Becky di Joaquim Jordá e in Enconstruccion di Louis José Guerin.
Nel 2000 gira il documentario Los colores de la trance, distribuito da BTV. Dal 2001 realizza documentari per Raisat Cinema ed altre televisioni. Scrive e dirige i cortometraggi Close Up prodotto dal teatro della Limonaia di Firenze e Suicidio perfetto prodotto dagli Studios della Tiburtina. È produttrice, autrice e regista de Il lato grottesco della vita (2006), premiato al Torino film festival (premio Cipputi, premio Avanti), all’Etno film fest (miglior documentario), selezionato da numerosi festival fra cui Premio Libero Bizzarri, San Paulo Film Festival, Uruguay film festival, trasmesso da RAI3 e Cult. È autrice insieme ad Antonella Gaeta e regista di Housing (2009) prodotto da B&B film e Rai Cinema, selezionato al Locarno film festival, Torino Film festival, CHP Rotterdam, HotDocs Toronto, Marfici Argentina, Thessaloniki film festival, DoxBox Siria, trasmesso da RAI1 e RAI5.
Lavora per la Sacher di Nanni Moretti alla regia di un film documentario collettivo. Ha insegnato regia documentaria allo Ied di Milano ed è coordinatrice didattica del Master “Estetica e pratiche del documentario di creazione” presso l’Università La Sapienza di Roma. Con Andrea Zvetkov Sanguigni vince il premio Solinas Documentario per il Cinema 2014, per la scrittura di Liberaci dal male. Nel 2016 il film Liberami viene presentato alla 73.a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia vincendo il Premio Orizzonti per il Miglior film.
Tornare all'immagine Workshop a cura di Délio Jasse
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Nel suo lavoro fotografico, Délio Jasse intreccia spesso immagini ritrovate con le tracce di vite passate (passaporti, telegrammi, giornali) per creare dei collegamenti tra la fotografia – in particolare il concetto di “immagine latente” – e la memoria. Jasse sperimenta con i processi di stampa fotografica analogica, tra cui cianotipia e platino, oltre a sviluppare le proprie tecniche di stampa.
Utilizza processi analogici per sovvertire la riproducibilità del mezzo fotografico, creando varianti impercettibili e intervenendo sulle immagini utilizzando pittura, foglia d’oro e collage.
Tra le sue mostre ricordiamo Arquivo Urbano, Tiwani Contemporary, Londra (2019); The Other Chapter, PHotoESPAÑA (2019); An imaginary city, MAXXI, Roma (2018); La Cité dans le Jour Bleu, Dak’art Biennale (2018); Recent Histories, Walther Collection, Neu-Ulm e New York (2017); That, Around Which the Universe Revolve, SAVVY Contemporary, Berlino (2017); Afrotopia, Bamako Encounters, Bamako (2017) e On Ways of Travelling, il Padiglione Angolano alle 56, Biennale di Venezia (2015).
EXPERIENCE
TUTTI GLI EVENTI COLLATERALI DI QUESTA EDIZIONE
Babel il giorno del giudizio
Inaugurazione Installazione documentario interattivo VR
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Il documentario VR Babel – Il giorno del giudizio è un documentario interattivo, un’esperienza immersiva in realtà virtuale, in cui si intrecciano le esperienze di tre Richiedenti Asilo in attesa di giudizio. Lo spettatore entra nelle loro vite, esplora con loro la Babele di lingue, tradizioni e paesaggi che stanno dietro gli stereotipi sull’immigrazione e la facciata nota della Torino quotidiana, fino ad un colpo di scena finale in cui si rovesceranno i ruoli tra chi giudica e chi viene giudicato.
Max Collini in Hai paura dell'indie?
Cine-Teatro Centrale, Piazza Roma
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Mentre nelle colonne più e meno social del web non si smette di discutere circal’esistenza e la resistenza dell’indie, quel che resta certo è che Max Collini, paragrafando l’antico adagio di Enrico Ruggeri, è stato indie prima di te e, oltretutto, in prima linea: con i suoi Offlaga Disco Pax prima e con Spartiti poi per un viaggio lungo più di 15 anni. In questo spettacolo che potremmo definire post teatrale, Collini recita, legge,smonta e ricompone un mondo fatto di testi, approcci, tempi, metodi e linguaggi di ciò che (quasi) tutti si divertono a chiamare (ancora) indie.
Lo stato sociale, Colapesce e Dimartino, Calcutta, Coma_Cose, Coez,Gazzelle, Motta, Tommaso Paradiso, Achille Lauro, I Cani, Cosmo sono solo alcuni dei protagonisti di questa vicenda magicamente scomposta, rivisitata, remiscelata con la finalità di condurre lo spettatore alla ricerca di qualcosa di così nuovo da riformulare l’antico. Ora che l’indie ha smesso in modo pressoché totale i suoi panni e si è trasformato, inspiegabilmente, nel nuovo pop italiano, egemonizzando la scena musicale; ora che radio mainstream, programmi TV nazionalpopolari e tour fittiziamente o completamente sold out sono stati occupati e artisti sconosciuti al grande pubblico sono diventati d’un tratto veri propri fenomeni di costume, tormentoni umani, autori di tic lessicali che hanno conquistato perfinoSanremo, lo spettacolo “Max Collini legge l’indie” – rinominato in questa nuova veste intrapandemica “Hai paura dell’indie?” – prova a spiegare, con esilarante serietà, come tutto ciò sia semplicemente potuto succedere. “Hai paura dell’indie?” è un viaggio tra parole, ironia, invidia e, in alcuni casi, ammirazione. Perché è solo musica leggera. Anzi, leggerissima. Più o meno.
Music is my boyfriend DJ Set
Nuovo caffè del portico, Piazza Roma
Info
Il progetto di Claudia aka Spettinè e Manuela aka Apple Girl nasce nel 2007 nei sobborghi cagliaritani.
I loro set sono caratterizzati da influenze elettroniche e afro-bit, fino ad arrivare alla tropical, electro e trap.
Una performance fra parole, canzoni e letture
con Vasco Brondi - Modera l'incontro Marco Villa
Info
Terremoti, mare calmo e tormenti / Poi sorriderti in mezzo ai templi / Sulla porta d’Europa rovinata / Dai decreti, dai venti/ Finalmente rivederti”.
Fin dai primissimi pezzi del suo demo, scorrendo lungo tutta la produzione come Le Luci della Centrale Elettrica, arrivando al suo primo album a proprio nome “Paesaggio dopo la battaglia”, da cui è tratta questa citazione: lungo quasi 15 anni di attività musicale, Vasco Brondi ha sempre parlato del nostro tempo presente, unendo nello stesso racconto la descrizione di momenti personali al racconto di cambiamenti sociali. Un rapporto di coppia per parlare della situazione del lavoro, una riflessione personale per arrivare a descrivere quello che accade nei nostri mari. Disco dopo disco, canzone dopo canzone, Brondi ha trovato e affinato linguaggio e capacità narrativa, mantenendo intatta la specificità del suo sguardo, capace di cambiare focale più volte nel breve volgere di una strofa. Nella serata di apertura, giovedì 7 ottobre, Brondi sarà protagonista di una speciale performance tra parole, canzoni e letture, moderata dal giornalista e autore televisivo Marco Villa. Nella suggestiva location della Grande Miniera di Serbariu, Vasco Brondi costruirà un percorso narrativo che, attraverso le sue canzoni, poesie e brani, racconterà le sue battaglie e quelle dell’Italia di oggi toccando inevitabilmente i temi cardine del festival, lavoro e migrazioni.
Credits: Max Cardelli