gli ospiti di questa edizione

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Mostra fotografica Carbonia Film Festival 2021
starCFF 2025

Mostra fotografica

Sguardi plurali sull'Italia plurale

La mostra “Sguardi Plurali sull’Italia Plurale” è il risultato di un concorso fotografico promosso da FIERI – Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione insieme al CSC Carbonia della Società Umanitaria, in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e con il Patrocinio di Rai per il Sociale, rivolto a autrici e autori con età inferiore ai 35 anni, nati all’estero e immigrati in Italia o nati in Italia da almeno un genitore di origine straniera.

L’obiettivo di Sguardi Plurali è creare una raccolta di testimonianze e racconti del quotidiano che sappiano fare emergere la pluralità culturale e sociale contemporanea italiana, attraverso l’uso del linguaggio fotografico.
La mostra è composta da un percorso di 46 scatti fotografici. I tre vincitori di questa edizione presenteranno per intero i loro progetti, che constano di dieci fotografie per ciascuno, mentre i restanti 16 pannelli sono il frutto di una selezione operata dalla giuria che ha scelto uno scatto per ciascun partecipante non premiato.
A Carbonia, in occasione della terza edizione del “Carbonia Film Festival presenta How to Film the World”, la mostra viene inaugurata per la prima volta e comincia il suo viaggio che la vedrà nei mesi successivi circuitare in diverse città d’Italia. Le prossime tappe, già in programma, saranno Torino, Padova, Milano e Bologna.

 

L’Italia è oggi un Paese plurale, percorso da forme di mobilità geografica e sociale sempre più complesse e abitato da sensibilità culturali stratificate. Nonostante ciò le istituzioni politiche e culturali continuano a raccontare un’identità nazionale uniforme, riproducendo immaginari lontani dalla concretezza delle relazioni vissute. Questo scollamento è così forte da richiedere risposte nuove a chi svolge ricerca e a chi progetta cultura. FIERI, insieme a Società Umanitaria di Carbonia e a CAMERA, ha voluto raccogliere la sfida di raccontare un’altra Italia attraverso gli sguardi di giovani fotografi e fotografe di origine straniera o di seconda generazione.

Abbiamo scoperto che in Italia sono molti i giovani con un retroterra migratorio formatisi nell’ambito delle arti grafiche e fotografiche, che lavorano nel settore o che coltivano quotidianamente la passione per le immagini.
Al bando di concorso “Sguardi Plurali” hanno risposto 19 autori, provenienti da tutta Italia, presenti da pochi anni, ma anche nati qua. Alcuni sono richiedenti asilo e rifugiati, alcuni sono cittadini italiani, altri sono in attesa di diventarlo. Per alcuni la fotografia è un mezzo di denuncia sociale, per altri una ricerca intima sulla propria identità, per altri è forma di espressione artistica fuori da ogni canone pre-costituito.

La mostra che è nata dal bando e che è qui esposta è un caleidoscopio di storie, di immagini e di emozioni che ci aiuta a guardare oltre, a dare forma all’Italia di oggi e a quella di domani. 

La giuria composta da Pietro Cingolani (antropologo, Università di Bologna e FIERI), Monica Poggi (curatrice di CAMERA, Torino), Annalisa Frisina (sociologa visuale, Università di Padova), Mariagiulia Grassilli (antropologa, Università di Bologna e direttrice del Festival Human Rights Nights), Délio Jasse (fotografo e videoartista), Suranga Deshapriya Katugampala (fotografo e videoartista) e Andrea Tinterri (Curatore e critico d’arte contemporanea per la Società Umanitaria) ha premiato i vincitori assegnando  i tre premi da 2.000, 1.000 e 500 euro.

starCFF 2025

Presentazione del libro 116 film da vedere prima dei 16 anni

di Manlio Castagna - Dialoga con l'autore Laura Stochino - Organizzato dal Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis nell’ambito del Festival Tuttestorie

Un manuale di film imperdibili da vedere prima di diventare grandi.116 film assolutamente da vedere prima di compiere 16 anni, perché fanno pensare, ridere, piangere, innamorarsi, perché mettono di fronte alle paure più grandi; consigliati da uno dei più amati esperti di cinema per ragazzi (e non solo!). Da Colpa delle stelle ad American History X, da Coraline a Chiamami col tuo nome, passando per Come te nessuno maiStand by me…Tante curiosità e perle su come funziona il mondo del cinema dietro le quinte. 

FORMAZIONE

Laboratorio di collage A CURA DI SARAH MAZZETTI

Laboratorio di collage A CURA DI SARAH MAZZETTI

Sarah Mazzetti è un’illustratrice e fumettista bolognese. Lavora in diversi ambiti legati alla comunicazione visiva, dalle illustrazioni editoriali per clienti come The New York Times, The New Yorker, Die Zeit, The Guardian, al fumetto, alla creazione degli elementi visivi per progetti progetti di site design, fino alle collaborazioni nel settore dell’animazione.

I gioielli di Elsa, Il suo primo fumetto per bambini è uscito nel 2017 per Canicola edizioni. Nel 2019 ha ricevuto il prestigioso premio Premio Internazionale d’Illustrazione Bologna Children’s Book Fair– Fundación SM.

Masterclass con il regista Alexander Nanau

Masterclass con il regista Alexander Nanau

Nato nel 1979, Alexander Nanau è un regista tedesco-rumeno nominato all’Oscar®. Il suo film documentario, The world according to the ion B. (2009) è stato presentato in anteprima a Nyon al Visions du Réel ed è stato premiato con un International Emmy Award nel 2010. Il suo lungometraggio documentario Toto and his sisters (2014) è stato presentato in anteprima all’IFF di San Sebastian ed è stato candidato all’European Academy Award 2015. 

Alexander è stato direttore della fotografia per il documentario franco-tedesco Nothingwood (Sonia Kronlund) che è stato girato in Afghanistan e presentato in anteprima a Cannes come parte de La Quinzaine des Réalisateurs nel 2017. Il suo ultimo lungometraggio documentario Collective (2019) è stato presentato in anteprima all’IFF di Venezia nell’ambito della Selezione Ufficiale – Fuori Concorso. È stato anche proiettato al Toronto International Film Festival 2019 e nella sezione Spotlight del Sundance Film Festival 2020. Collective è stato nominato in tutto il mondo in tutte le più importanti top ten del 2020 ed è diventato il primo film rumeno ad essere mai stato nominato per un Oscar®.

Ha vinto tra molti altri premi l’European Film Award per il miglior documentario nel 2020 ed è stato anche nominato per un premio BAFTA nel 2021. È diventato il secondo documentario nella storia degli Oscar a ricevere due nomination quando è stato presentato come miglior film internazionale categoria come candidato all’Oscar della Romania e come miglior documentario. Il film ha anche vinto il premio LUX del Parlamento europeo nel 2021. Il premio è votato dai cittadini europei e dai membri del Parlamento europeo. Alexander è insegna e svolge tutoraggio presso diversi istituti, università del cinema e Filmlab.

Federica di Giacomo ospite Carbonia Film Festival 2021

Masterclass con la regista Federica Di Giacomo

Nata a La Spezia, Federica Di Giacomo, si laurea in Antropologia a Firenze dove lavora per alcuni anni nel teatro-danza. Si forma a Dresda con il gruppo russo Derevo e fonda il collettivo teatrale Tutti. Frequenta il Master europeo di documentario di creazione a Barcellona, dove collabora come aiuto sceneggiatrice in Monos como Becky di Joaquim Jordá e in Enconstruccion di Louis José Guerin.

Nel 2000 gira il documentario Los colores de la trance, distribuito da BTV. Dal 2001 realizza documentari per Raisat Cinema ed altre televisioni. Scrive e dirige i cortometraggi Close Up prodotto dal teatro della Limonaia di Firenze e Suicidio perfetto prodotto dagli Studios della Tiburtina. È produttrice, autrice e regista de Il lato grottesco della vita (2006), premiato al Torino film festival (premio Cipputi, premio Avanti), all’Etno film fest (miglior documentario), selezionato da numerosi festival fra cui Premio Libero Bizzarri, San Paulo Film Festival, Uruguay film festival, trasmesso da RAI3 e Cult. È autrice insieme ad Antonella Gaeta e regista di Housing (2009) prodotto da B&B film e Rai Cinema, selezionato al Locarno film festival, Torino Film festival, CHP Rotterdam, HotDocs Toronto, Marfici Argentina, Thessaloniki film festival, DoxBox Siria, trasmesso da RAI1 e RAI5. 

Lavora per la Sacher di Nanni Moretti alla regia di un film documentario collettivo. Ha insegnato regia documentaria allo Ied di Milano ed è coordinatrice didattica del Master “Estetica e pratiche del documentario di creazione” presso l’Università La Sapienza di Roma. Con Andrea Zvetkov Sanguigni vince il premio Solinas Documentario per il Cinema 2014, per la scrittura di Liberaci dal male. Nel 2016 il film Liberami viene presentato alla 73.a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia vincendo il Premio Orizzonti per il Miglior film.

Tornare all'immagine Workshop a cura di Délio Jasse

Tornare all'immagine Workshop a cura di Délio Jasse

Nel suo lavoro fotografico, Délio Jasse intreccia spesso immagini ritrovate con le tracce di vite passate (passaporti, telegrammi, giornali) per creare dei collegamenti tra la fotografia – in particolare il concetto di “immagine latente” – e la memoria. Jasse sperimenta con i processi di stampa fotografica analogica, tra cui cianotipia e platino, oltre a sviluppare le proprie tecniche di stampa.

Utilizza processi analogici per sovvertire la riproducibilità del mezzo fotografico, creando varianti impercettibili e intervenendo sulle immagini utilizzando pittura, foglia d’oro e collage. 

Tra le sue mostre ricordiamo Arquivo UrbanoTiwani Contemporary, Londra (2019); The Other ChapterPHotoESPAÑA (2019); An imaginary city, MAXXI, Roma (2018); La Cité dans le Jour Bleu, Dak’art Biennale (2018); Recent Histories, Walther Collection, Neu-Ulm e New York (2017); That, Around Which the Universe Revolve, SAVVY Contemporary, Berlino (2017); Afrotopia, Bamako Encounters, Bamako (2017) e On Ways of Travelling, il Padiglione Angolano alle 56, Biennale di Venezia (2015).

EXPERIENCE

TUTTI GLI EVENTI COLLATERALI DI QUESTA EDIZIONE

Babel il giorno del giudizio

Babel il giorno del giudizio

Inaugurazione Installazione documentario interattivo VR

Il documentario VR Babel – Il giorno del giudizio è un documentario interattivo, un’esperienza immersiva in realtà virtuale, in cui si intrecciano le esperienze di tre Richiedenti Asilo in attesa di giudizio. Lo spettatore entra nelle loro vite, esplora con loro la Babele di lingue, tradizioni e paesaggi che stanno dietro gli stereotipi sull’immigrazione e la facciata nota della Torino quotidiana, fino ad un colpo di scena finale in cui si rovesceranno i ruoli tra chi giudica e chi viene giudicato. 

Max Collini ospite Carbonia Film Festival 2021

Max Collini in Hai paura dell'indie?

Cine-Teatro Centrale, Piazza Roma

Mentre nelle colonne più e meno social del web non si smette di discutere circal’esistenza e la resistenza dell’indie, quel che resta certo è che Max Collini, paragrafando l’antico adagio di Enrico Ruggeri, è stato indie prima di te e, oltretutto, in prima linea: con i suoi Offlaga Disco Pax prima e con Spartiti poi per un viaggio lungo più di 15 anni. In questo spettacolo che potremmo definire post teatrale, Collini recita, legge,smonta e ricompone un mondo fatto di testi, approcci, tempi, metodi e linguaggi di ciò che (quasi) tutti si divertono a chiamare (ancora) indie. 

Lo stato sociale, Colapesce e Dimartino, Calcutta, Coma_Cose, Coez,Gazzelle, Motta, Tommaso Paradiso, Achille Lauro, I Cani, Cosmo sono solo alcuni dei protagonisti di questa vicenda magicamente scomposta, rivisitata, remiscelata con la finalità di condurre lo spettatore alla ricerca di qualcosa di così nuovo da riformulare l’antico. Ora che l’indie ha smesso in modo pressoché totale i suoi panni e si è trasformato, inspiegabilmente, nel nuovo pop italiano, egemonizzando la scena musicale; ora che radio mainstream, programmi TV nazionalpopolari e tour fittiziamente o completamente sold out sono stati occupati e artisti sconosciuti al grande pubblico sono diventati d’un tratto veri propri fenomeni di costume, tormentoni umani, autori di tic lessicali che hanno conquistato perfinoSanremo, lo spettacolo “Max Collini legge l’indie” – rinominato in questa nuova veste intrapandemica “Hai paura dell’indie?” – prova a spiegare, con esilarante serietà, come tutto ciò sia semplicemente potuto succedere. “Hai paura dell’indie?” è un viaggio tra parole, ironia, invidia e, in alcuni casi, ammirazione. Perché è solo musica leggera. Anzi, leggerissima. Più o meno.

Music is my boyfriend DJ Set

Music is my boyfriend DJ Set

Nuovo caffè del portico, Piazza Roma

Il progetto di Claudia aka Spettinè e Manuela aka Apple Girl nasce nel 2007 nei sobborghi cagliaritani.
I loro set sono caratterizzati da influenze elettroniche e afro-bit, fino ad arrivare alla tropical, electro e trap.

Una performance fra parole, canzoni e letture

Una performance fra parole, canzoni e letture

con Vasco Brondi - Modera l'incontro Marco Villa

Terremoti, mare calmo e tormenti / Poi sorriderti in mezzo ai templi / Sulla porta d’Europa rovinata / Dai decreti, dai venti/ Finalmente rivederti”.
Fin dai primissimi pezzi del suo demo, scorrendo lungo tutta la produzione come Le Luci della Centrale Elettrica, arrivando al suo primo album a proprio nome “Paesaggio dopo la battaglia”, da cui è tratta questa citazione: lungo quasi 15 anni di attività musicale, Vasco Brondi ha sempre parlato del nostro tempo presente, unendo nello stesso racconto la descrizione di momenti personali al racconto di cambiamenti sociali. Un rapporto di coppia per parlare della situazione del lavoro, una riflessione personale per arrivare a descrivere quello che accade nei nostri mari. Disco dopo disco, canzone dopo canzone, Brondi ha trovato e affinato linguaggio e capacità narrativa, mantenendo intatta la specificità del suo sguardo, capace di cambiare focale più volte nel breve volgere di una strofa. Nella serata di apertura, giovedì 7 ottobre, Brondi sarà protagonista di una speciale performance tra parole, canzoni e letture, moderata dal giornalista e autore televisivo Marco Villa. Nella suggestiva location della Grande Miniera di Serbariu, Vasco Brondi costruirà un percorso narrativo che, attraverso le sue canzoni, poesie e brani, racconterà le sue battaglie e quelle dell’Italia di oggi toccando inevitabilmente i temi cardine del festival, lavoro e migrazioni.

Credits: Max Cardelli