GLI UCCELLI DEL MONTE QAF

di Morteza Ahmadvand e Firouzeh Khosrovani – Iran, Norvegia, Italia, 2025, 80’

Nella mitologia persiana il Monte Qaf è una catena montuosa immaginaria che segna i limiti della Terra. Chi prova a raggiungerla ritorna trasformato.
Il film nasce dalle esperienze personali di amici e familiari che hanno lasciato l’Iran in cerca di nuove vite all’estero, per riflettere sull’atto della partenza e su ciò che si lascia alle spalle.
Il film indaga la perdita silenziosa dei legami, il calore che svanisce con la distanza, ma anche l’amore che resiste nonostante la separazione.
Maryam è fuggita dall’Iran all’età di vent’anni per non farvi più ritorno. Oggi vive in America, e grazie all’aiuto degli amici installa delle telecamere di sorveglianza nella casa dei suoi genitori: un fragile collegamento con il passato, proiettato su uno schermo nella sua nuova vita. Quando la connessione Internet in Iran si interrompe, le immagini si bloccano, si dissolvono, e con esse i confini tra passato e presente.

Incontro con

Morteza Ahmadvand, nato a Teheran, è regista e sceneggiatore. Dopo un Master in Pittura all’Università di Teheran, si cimenta nella videoarte e nelle installazioni, manifestando le tracce delle sue origini pittoriche. Negli ultimi dieci anni con il suo lavoro ha esplorato temi come identità, memoria e coesistenza culturale. La sua video installazione Flight fa parte della collezione permanente del Musée Georges Pompidou di Parigi. Nel 2020 è stato direttore artistico di Radiograph of a Family.

Firouzeh Khosrovani, nata a Teheran, si laurea all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 2002, successivamente torna in Iran per conseguire un master in giornalismo. Il suo film d’esordio Life Train (2004) racconta la terapia “ludica” per i bambini traumatizzati dal terremoto di Bam. Nel 2007 realizza Rough Cut, documentario sui manichini mutilati delle vetrine di Teheran, che ottiene tredici premi internazionali.  Il suo film Radiograph of a Family (2020) ha vinto 34 premi, tra cui quello come miglior documentario all’IDFA di Amsterdam.