IL QUIETO
VIVERE

di Gianluca Matarrese – Italia, 2025, 87′

Nel cuore di un borgo calabrese, un’intera palazzina è diventata il campo di battaglia di una faida domestica che si tramanda come un’eredità. Da una parte Luisa, ribelle, precaria, madre affettuosa ma in guerra con tutti; dall’altra Imma, più giovane, più sicura, più inserita. Due donne che si fronteggiano tra denunce, rancori, e un’ossessione quotidiana che avvelena ogni gesto. Attorno a loro, tre zie anziane, un coro tragicomico, cercano disperatamente di riportare la pace. Il tentativo prende la forma di un “processo” familiare, a metà tra rito sacrificale, terapia di gruppo e tarantella purificatoria. Il quieto vivere è una commedia feroce e intima che esplora l’anticamera del crimine: quel punto di rottura in cui tutto può accadere, ma ancora non è accaduto. Il film si muove sul confine sottile tra realtà e finzione, dove la messinscena diventa l’unico modo possibile per riappropriarsi di una verità familiare troppo ingombrante per essere detta. Un film che, nel raccontare una famiglia in guerra con sé stessa, indaga la memoria, la vergogna e il bisogno di riconciliazione, restituendo il ritratto di un’Italia domestica e fragile, capace di essere al tempo stesso tragica e irresistibilmente comica.

Incontro con

Gianluca Matarrese (Torino, 1980) è regista, autore e performer. Vive tra Parigi e Torino., città in cui ha studiato cinema e teatro. Il suo lavoro spazia tra il documentario, alla performance e alla tiction, muovendosi con libertà tra televisione e grande schermo. Premiato con il Queer Lion a Venezia 2021 per La dernière séance, ha firmato titoli come Fashion Babylon e Il Posto, confermandosi una voce valida nella scena contemporanea.