ODIO GLI INDIFFERENTI

di Marco Amenta – Italia 2026, 70′

Antonio Gramsci muore nel 1937, poco prima della scarcerazione e dopo aver scritto i Quaderni del carcere, un’opera fondamentale del Novecento. Se della sua vita politica si conoscono numerosi aspetti, meno noto è l’uomo premuroso, paterno e amorevole. Odio gli indifferenti ne ricostruisce il volto più intimo attraverso i rapporti familiari: l’amore per la moglie Julca, il legame con la madre e l’affetto profondo per i figli, che non rivedrà più dopo l’arresto. A raccontarlo sono le lettere scritte durante la prigionia, nelle quali affiorano ricordi, pensieri e sentimenti: dalle favole della buonanotte destinate ai figli ai sogni sulla madre in punto di morte. Attraverso queste parole, il documentario restituisce una dimensione meno conosciuta di Gramsci, accanto a quella del pensatore politico.

Incontro con

Marco Amenta, nato a Palermo nel 1970, inizia come fotoreporter per Il Giornale di Sicilia e altre testate. Si trasferisce a Parigi, dove si laurea in cinema, e lavora come fotografo per l’agenzia Gamma, prima di dedicarsi alla regia. Nel 2008 dirige La siciliana ribelle, suo primo lungometraggio, selezionato al Festival del Cinema di Roma e vincitore di premi internazionali. Tra i suoi lavori figurano i documentari Magic Island, candidato ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento, e The Lone Girl (2018), oltre al film Tra le onde (2021). Nel 2023 presenta Anna alle Giornate degli Autori di Venezia, dove ottiene il premio FEDIC. Tra i progetti più recenti ci sono Il Registro, Il Teatro Povero della Val d’Orcia e Odio gli indifferenti, documentario dedicato alla figura di Antonio Gramsci.