RADIOGRAPH OF A FAMILY
- Venerdì 7 novembre / 09:45 (CFF Scuole)
- Fabbrica del Cinema
- Sabato 8 novembre / 16:00
- Cine-Teatro Centrale
di Firouzeh Khosrovani – Norvegia, Iran, Svizzera, 2020, 82’
Il film ripercorre la storia familiare della regista, figlia di padre laico e madre musulmana praticante.
Tutto inizia con un matrimonio a distanza: la madre della regista si sposa con la fotografia del padre, un passo obbligatorio per andare a vivere insieme.
Nonostante le riluttanze della madre la famiglia si trasferisce in Europa, da cui riparte dopo la nascita di Firouzeh per tornare a Tehran.
Poco tempo dopo comincia la rivoluzione, alla quale la madre aderisce con forza in prima persona: a casa non si gioca più a carte né si beve più vino rosso. I nudi di Velasquez sono adesso considerati volgari e vengono tolti dalle pareti.
Il film, narrato in prima persona dalla regista, racconta la storia della sua famiglia
tramite fotografie, archivi, lettere e voci dal passato. La casa di Teheran diventa la
metafora degli squilibri dell’intera famiglia e della moderna società iraniana.
Attraverso il suo racconto, la regista dà forma alla tensione di una crescita segnata dal continuo bisogno di conciliare l’amore per entrambi i genitori e le loro ideologie inconciliabili.
“Ogni singolo giorno subivo l’imposizione da una parte e l’accettazione dall’altra. La rivoluzione aveva svolto il suo ruolo, portandosi dietro le sue conseguenze.”
Incontro con
BIO
Firouzeh Khosrovani, nata a Teheran, si laurea all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 2002, successivamente torna in Iran per conseguire un master in giornalismo. Il suo film d’esordio Life Train (2004) racconta la terapia “ludica” per i bambini traumatizzati dal terremoto di Bam. Nel 2007 realizza Rough Cut, documentario sui manichini mutilati delle vetrine di Teheran, che ottiene tredici premi internazionali. Il suo film Radiograph of a Family (2020) ha vinto 34 premi, tra cui quello come miglior documentario all’IDFA di Amsterdam.