SU CANE EST SU MIU

di Salvatore Mereu – Italia, 2025, 25′

Sardegna, anni ’70. In un piccolo paese dell’entroterra, a Giaime vengono affidate alcune tortore. Quando il suo cane, Miggia, rovescia la gabbia e le fa fuggire, il ragazzo si trova a dover affrontare il peso della colpa e la paura di deludere l’amico Tommaso. Tratto liberamente da un racconto di Salvatore Cambosu, il film restituisce con sguardo intimo e realistico l’universo rurale sardo e la complessità del mondo della gioventù. Mereu ambienta la vicenda negli anni Settanta, gli stessi della propria infanzia, per esplorare un tempo in cui la campagna era ancora spazio di libertà ma anche di dure lezioni morali. Con Su cane est su miu, Mereu prosegue una ricerca che attraversa tutta la sua filmografia raccontando il rito di passaggio all’età adulta attraverso un fatto minimo ma esemplare, capace di cambiare per sempre l’esistenza dei suoi protagonisti. Il film affina ulteriormente un metodo costruito negli anni: girato in lingua sarda e interpretato da attori non professionisti, restituisce autenticità e vitalità al racconto, liberandolo dalla rigidità di un impianto classico.

Incontro con

Salvatore Mereu è regista e produttore sardo, esplora da sempre i temi del mondo pastorale, del passaggio all’età adulta e del legame tra uomo e natura. Il suo cinema restituisce la Sardegna come luogo dell’anima, dove memoria, destino e paesaggio si intrecciano.